salgalaluna

mercoledì, aprile 20, 2005

VIAGGIO IN AMERICA

28 marzo - 3 aprile 2005

  1. 28 marzo in viaggio - boston
  2. 29 marzo boston
  3. 30 marzo boston
  4. 31 marzo boston + harvard
  5. 1 aprile philadelphia + new work
  6. 2 aprile new york
  7. 3 aprile new york - in viaggio

Le foto del viaggio su flickr

postato da salgalaluna | 21:32 | commenti

Diario del settimo e ultimo giorno (3 aprile 2005).

Cazzo il papa è morto. E nemmeno io mi sento tanto bene. Mi sveglio tardissimo. Mi faccio due conti. Ho un paio d'orette. Fuori piove ancora. Faccio due passe a Madison e Union square a cercare souvenir. E' quasi tutto chiuso. Mi compro una felpa New York e delle cartoline che non riusciro' a spedire (nessuno vende francobolli in questo cazzo di paese!).

Poi torno a casa, mi ascolto un po' di stronzate sul papa. C'è un prete americano che parla. Già parla di chi sarà il successore...

Che ficata sta tv via cavo. C'è pure un canale (tipo MMN) che sta trasmettendo le manifestazioni pacifiste col logo di Indymedia!

Mah. Comunque a un certo punto mi accorgo che in realtà dev'essere scattata l'ora legale pure qua, cazzo! Per evitare un'altra corsa al fotofinish mi preparo ed esco al volo.

Vado in metro (ho il mio biglietto da 5 viaggi, me ne avanza 1, a qualcuno serve?) fino a central station (quella degli "Intoccabili" e Un pesce di nome Wanda!

Cerco l'autobus per Newark. Sono 12 dollaronzi. Non ce li ho e fiducioso porgo al driver la carta. Non va bene! Assurdo...

Cosi' corro con bagaglio al pu' vicino bancomat e torno giusto in tempo che l'autobus stava per partire.

Sul volo di ritorno fila tutto liscio, mi sparo corriere e repubblica + 2 film (Taxi, una scemenza americana remake di Luc Besson; Delovely, pallosissimo film sulla vita di Cole Porter) e gioco a tutti i giochini forniti dall'Alitalia. Non dormo manco un minuto, arrivando a Roma alle 7.30 del mattino di lunedi.

E ora basta, che devo andare a votare per le regionali. Ciao!!!

postato da salgalaluna | 21:26 | commenti

Diario del 6° giorno (2 aprile 2005) - New York City

Manhattan. E' bello girare per manhattan. Perdersi, tanto poi ti ritrovi. Basta saper contare. Avenues contro Streets. Dove sono? Alzo gli occhi: 5th avenue e dall'altra parte 56-esima street. Ok. Un sistema infallibile. A parte quando le avenue si chiamano Lexington o addirittura Broadway, che osa persino curvare.

La serata del venerdi è andata bene. Pur distrutto, ho mangiato da Gnocco, con V. e due sue amiche italiane trapiantate nella Big Mela, che hanno parlato di A Small Group e inframezzavano una frase in italiano con un'altra in english in continuazione. Da Gnocco le cameriere sono stangone italiane ma bionde! Si mangia salame vero italiano, pizza decente e un ottimo gnocco fritto.

Purtroppo pioviggina. Prendiamo il taxi.

Casa di V. e' centrale e carina. Dormo in salone. C'è la tv via cavo, anche on demand. Il papa è ancora vivo. Lo dice la CNN.

La giornata di sabato è costuita, come è normale che sia per "un solo giorno a NY" da una scarpinata totale globale, passando principalmente per il MOMA, il MET, Saint Patrick a vedere come stava il papa e - la seconda volta - a constatarne il decesso. Piu' un hot dog sotto la Moma, una cheesecake alla cheesecake factory, delle schifezze al ristorante del MET. Poi a casa cenero' con spaghetti davanti alla tv, verso le undici.

Il MOMA è bellissimo dentro. C'è tutta l'arte contemporanea da Pollock a Kandinski a chi volete voi.

Poi c'è il costo del ticket (20 dollari) non proprio basso, la lunghissima fila (è sabato e piove: non sono il solo in una megalopoli a pensare che sia ua buona idea passare la giornata per musei!). Ma ci sono oggetti di design fichissimi, come il tabellone delle ferrovie (quello che fa tlactlactlac con arrivi e partenze aggiornati in continuazione: opera di un'azienda di Udine!), la Vespa, i telefonini Nokia e Erikson, poltrone di gomma, sedie a dondolo, ecc. ecc.

Il Met è anch'esso bello ed enorme, e caro. Mi vedo qualche esposizione temporanea, tra cui quella di fra carnevale (tra filippo lippi e piero della francesca). Molto didascalica: ti spiegano tutte. Una vera mostra che ti fa interessare a quello che vedi.

Link: http://www.metmuseum.org/special/Carnevale/index.asp

La sera mi butto sul divano letto e mi vedo due film on demand sulla tv via cavo: American Wedding e Super Size me. Il primo è una cacata. Il secondo divertente.

to the next!

 

postato da salgalaluna | 21:18 | commenti

sabato, aprile 02, 2005

Diario della quinta giornata

La quinta giornata parte dalle 9.45 pm di ieri sera. Anche gli americani hanno i treni!

Prendo l'amtrack e in sole 6 ore e mezza sono alla stazione di philadelphia. Ovvero alle 4.20 del mattino! Sono riuscito comunque a dormire qualche ora, dopo il primo capitolo di How to be good di Nick Hornby.

Alla stazione e' aperto solo un donkey donuts, ottimo per un caffe'. Mi do una lavata e mi cambio che accoro.

Poi a piedi (con fatica perche' la valigia pesa) mi faccio tutta Market street e alle 6 sono al Marriott hotel, sede de convengo. Mi ntrattengo da starbuck e do' 10 dollari a un negro che si inventa una serie di storie sul fatto che deve tornare a casa.

Poi mi faccio un giro e scopro che vicino all'hotel c'e' l'hardrock cafe' con una enorme chitarra di plastica davanti, nonche' la stazione dei bus greyhound peterpan per newyork!

Ritorno alle setteemezza al marriott e mi registro (267 dollaroni, mica bruscolini!). Incontro un po' di gente (Jean Marie, Paola, Letizia, Walter, Marc, Arnstein, Xavier...) e la cosa mi rende piu' contento, anche se in realta' c'ho la caga, che aumenta quando mi accorgo che nella mia sessione non hanno un pc e l'unico che c'e' non ha la porta usb (ho la presentazione sul pendrive...). Grazie a Paola, arrivera' un tizio con un nuovo pc! Durante la presentazione (mi pare) parlo con un forte accento italiano, ma tutto sommato mi sembra sia andata bene.

Vado a mangiare al mercato li' vicino, che e' fichissimo, pieno di ashim e di colori, pare un mercato messicano.

Mi siedo e ordino del catfish e dietro a me ci sta... vladimir!

Dopo il pranzetto a base di pescegatto, non resta che andare al pullmann delle 2, che arriva al theater discrict di new york con una mezz'oretta di ritardo. E ora sono qui, a times square, in un internet cafe' easy everything... sui maxischermi della piazza c'e' il papa che agonizza.

a +

postato da salgalaluna | 00:21 | commenti

venerdì, aprile 01, 2005

Diario dall'America. Giorno 4/ 31marzo 2005

giorno 1 (28.3.05)
giorno 2 (29.3.05)
giorno 3 (30.3.05)

cominciamo colla serata precedente:
 
Andiamo a cena fuori anche stasera. C'e' anche Paola, amica di Fab & Alice.
Il ristorante prescelto e' il "Koreana", ristorante ... coreano.

Ci sediamo. E' carino. Accanto abbiamo una tavolata di orientali simil takeshi kitano. Si sono levati le scarpe. Sono tutti maschi e felici. Mangiano.

Il tavolo ha al centro un buco che funge da piastra. Si accende il fuoco al bordo del tavolo e poi si piazza la' sulla piastra la carne ordinata.

Ordino una "miso soup", poi del sushi vario e quindi dei piatti di carne da cuocere sul bracere (pollo, manzo e porco).

E' tutto buonissimo e possibilmente condito con una decina di salse differenti. C'e' anche il verde e piccantissimo wasabi, accompagnato da un'altra crema rossastra piccante e al sapore di sapone.

Nel complesso il tutto e' molto carino e buono. Rinuncio al dolce finale (gelato al fagiolo rosso e alla menta verde) che prende Alice.

Dopo un po' di scivolo nel giardinetto accanto, ce ne torniamo a casa, ad ascoltare "Amandoti" cantata da Gianna Nannini (da quando l'ho sentita in aereo nei titoli di coda di "la vita che vorrei" non riesco a togliermela dalla testa).


E passiamo a oggi.

Ci svegliamo con la colazione stavolta a base di cappuccino e ritornelli. Poi -dopo l'uscita di fab & alice per il lavoro - rimango un po' a casa a rilavorare e ricontrollare email e notizie.

Poi con calma (verso le 2 e mezza) esco. Direzione Harvard, la mitica universita' dei 6 presidenti e non so quanti ministri degli USA.

Prendo con il gettone (token) la metro (T) e arrivo nella piazzetta di Harvard. Entro nel college, enorme, come supponevo. E' bello e verde. Ma un po' triste. Faccio un paio di foto insieme a una truppa di giapponesi, poi esco, in cerca di shopping.

Trovo proprio di fronte l' Harvard bookstore. E' fico. Ha anche un piano sottoterra con l'usato, un po' come Mel a via Nazionale.

C'e' di tutto. Esco con un Nick Hornby usato, due noamchomsky e un hannah arendt. In piu' ho una tesserina di frequent client della libreria. Mah. Forse comprero' on line...

Al centro della vetrina, da fuori, spicca Q di Luther Blissett a 5.99 (scontatissimo!).

Sulla strada (Massachussets avenue) ci sono diversi negozi e negozietti. Da segnalare il Revolution books (marxista/leninista), un paio di fricchettonerie (vendita di abiti anni 70), un negozio di dischi che espone le cazzate piu' grosse dette da Bush e il pub dove entro. Pieno di scritte e di studenti. Sostiene di essere il miglior pub di Boston, per quanto concerne i burger e i frappe'. Mi faccio un hamburger "Bill Clinton" (quello Bush jr. costava troppo) e me ne esco felice.

Poi solito caffe' da bon pain e due paia di pantaloni da Gap ed ecco che riprendo la metro a Central, per tornare a casa.

Eccomi qua. Tra tre ore ho il treno per Philadelphia e non so  se e quando potro' aggiornare il diario.

a plus

 link www.harvard.com

 

 

postato da salgalaluna | 01:31 | commenti