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giovedì, marzo 31, 2005
Giornata numero 3 / boston 30 marzo 2005
la prima parte: http://salgalaluna.splinder.com/1112203996#4415105
la seconda parte: http://salgalaluna.splinder.com/1112204054#4415119
Partiamo dalla sera precedente. Dopo un sonnellino ristoratore, si esce alla ricerca di un ristorante. Fab & Alice vogliono portarmi a un ristorantino sul fiume dove si mangia pesce. Sfortunatamente e' chiuso per "spring cleanings", cioe' le pulizie di pasqua.
Ci dirigiamo quindi al "Legal Sea Food". Il nome e' tutto un programma. Una filosofia, come scrivono sui tovaglioli e sui sottopiatti. Il pesce e' fresco o non e' "legal". Come dargli torto?
Ordiniamo una zuppa (io prendo la bostoniana zuppa di frutti di mare assaggiata a pranzo) e un secondo. Prendo un "cioppino".
Il cameriere fa casino e non gli stiamo simpatici. Non si guadagna cosi' una mancia!
Il cioppino si rivela essere una sbobba piena di pesce per un esercito americano. C'e' tutto dentro: merluzzo, pesce spada, salmone, aragosta, cozze, vongole, fasolari, cozze, cozze... non finisce mai. Ho la pancia che pare un tango e quando il cameriere mi propone un dolce gli sbotto a ridere in faccia.
La mattina di oggi l'ho passata a casa, a leggere email e news su internet (la lite dei 5 euro per gli statali, il papa che s'affaccia ma non parla...).
Intanto rifaccio la presentazione per dopodomani.
Poi esco, solo.
Tutto a piedi. Ho deciso, almeno per l'andata.
Mi dirigo tranquillo e sicuro verso il common (il parco) e li' proseguo, verso il Duck tour. Ovvero Prudential. E' un enorme ammasso di centri commerciali. Grattacieli a profusioni. Persino uno di una Church Christ Scientist (?).
Da li' parte il Duck tour. Si tratta di un giro in gippone. Il gippone e' un mezzo anfibio riciclato dalla 2a guerra mondiale. travestito da papero.
La driver si fa chiamare "doctor duck" e impone che ogni tanto tutta la ciurma di turisti esclami "qua qua" in coro. Intona anche canzoni di Madonna e spara un mucchio di stronzate, di cui capisco si' e no la meta'.
Il papero motorizzato si immerge anche nel fiume Charles e li' prosegue tranquillo. Guidano i bambini.
Poi si fa ritorno a hutchinson *prudential.
Li' mi ritempro con una chef salad da bon pain e un mocha tall da starbuck e mi dirigo a piedi verso il Museo delle Fine Arts (MFA).
So infatti che il mercoledi pomeriggio e' gratis!
La cosa si rivela veritiera e mi sparo monet/picasso/tiepolo/egizi/maya/manet/vangogh/much/lorenzolotto, nonche' turner/corot/millet/velazquez/rembrandt/kandinski ... mi risparmio invece la special exibition a pagamento: trattasi di automobili di lusso.
per tornare voglio prendere la metro. La linea verde ha la fermata (non interrata) vicino al museo. Zona universitaria, accanto al YMCA!
Preparo un dollaro e 25 contati, ma quando salgo non capisco a chi devo darlo. Provo a chiedere al guidatore che mi dice di salire e non rompere (step in!).
Cosi' rimango col mio dollaro.25 in mano atterrito dal possibile arrivo dei cops della metro. Quando la metro si vuota (alla fermata Park) scendo anche io, per paura.
Ma li' mi perdo, perche' credendomi un gaggio cerco una scorciatoia e mi ingorgo nelle infinite deviazioni per pedestrian derivate dal "Big Dig" (grande scavo), una trovata dei bostoniani. 15 anni fa lo progettarono, 11 anni fa lo iniziarono. La citta' e' totalmente squassata. Pero' hanno inaugurato 2 anni fa il mitico ponte a cavi piu' grande e costoso del mondo (altro che ponte di messina!). E se ne vantano. Il big dig e' fonte di vanto, di scherzo e di business (ti pareva!). C' e' il giornale apposito (The Dig), le magliette...
Ora sono a casa, distrutto e aspettando i due lavoratori...
a la prochaine
link http://www.bostonducktours.com/
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